Risorse per i familiari

Avere in famiglia una persona che soffre di ansia sociale spinge i familiari ad agire di conseguenza: in alcune famiglie c’è la tendenza a spronare fino a forzare la persona ad uscire, mentre in altre la voglia di proteggere e di accudire il proprio caro, invita a comportamenti pazienti e di normalizzazione in attesa che il disagio si risolva da solo.

Dunque i familiari di chi è affetto dai sintomi della fobia sociale persone vogliono essere un valido supporto ed aiuto, ma è importante che lo siano alle giuste condizioni.

Criticismo/Collusività: si possono trovare due atteggiamenti contrari ma ugualmente controproducenti nei familiari dei pazienti.
Alcuni genitori tendono ad essere troppo critici, come spronare la persona a prendere esempio dagli altri che sembrano normali e più capaci, con il risultato di evidenziare soltanto i difetti a discapito dei potenziali pregi; altri genitori tendono a iperproteggere la persona sollevandola dai propri impegni, sostituendosi a lei nello svolgere le normali attività quotidiane. Nel primo caso il rischio è quello di far sentire la persona inadeguata e sbagliata, invalidandone anche le emozioni, nel secondo caso quello di rimandare un’immagine di debolezza e incapacità, confermando le credenze del soggetto rispetto alle sue manchevolezze.

Social anxiety’s TEN TIPS:

Non pensare che sia solo una questione di forza di volontà: spesso crediamo che chi non vuole affrontare certe situazioni, come per esempio entrare in tabaccheria, lo faccia perché semplicemente non ne abbia voglia o preferisca fare altro. Potremmo chiamare questa la trappola della forza di volontà: pensare che il disagio mentale sia superabile facilmente con la forza di volontà. Invece dobbiamo pensare che il disagio psicologico sia come una malattia fisica: voler guarire è essenziale, ma occorre una terapia.

Accetta i piccoli passi: una volta accettato sia la presenza di un reale problema sia la volontà di superarlo e importante non aspettarsi ne pretendere dei cambiamenti subitanei e macroscopici. Il processo di cambiamento è un processo, appunto, di piccoli passi e piccoli cambiamenti, con normali regressioni durante il percorso che non devono scoraggiare né la persona né i suoi cari.

Tieni conto delle differenze generazionali: spesso, soprattutto quando la persona affetta da fobia sociale è di giovane età, i genitori fanno fatica a comprendere comportamenti e contatti relazionali più tipici della generazione contemporanea, come l’uso di internet per fare conoscenza e per mantenere i rapporti. È importante considerare questi mezzi come una risorsa purché non siano l’unico mezzo di contatto con il mondo esterno, senza banalizzarli

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