Un Videogioco per l’Ansia Sociale

Negli ultimi anni l’interesse verso la psicologia è iniziato a fiorire negli ambiti più disparati: dall’ingegneria all’arredamento, dalla costruzione di bancomat alla robotica. Tra questi il mercato dell’intrattenimento ha sicuramente giovato delle conoscenze psicologiche rispetto a ciò che attira e intriga le persone. Non di rado le grandi case di sviluppo di videogiochi si avvalgono di squadre di psicologi che insieme ai programmatori lavorano per produrre titoli sempre più allettanti e di successo.

Parallelamente a questa tendenza, però, una nuova visione si sta facendo strada sul mercato, stiamo parlando dei serious game. Questo tipo di giochi hanno la caratteristica di includere elementi educativi nella loro struttura e invertire il rapporto tra psicologia e videogioco. Questa nuova prospettiva cerca di utilizzare il gioco come una chiave di accesso al tema della sofferenza psicologica (Elude, Depression quest, Flower, Aether, Hellblade).

E’ in questo nuovo filone che si innesta Sym, un titolo che accompagna il giocatore nel mondo così com’ è visto da una persona affetta da ansia sociale.

La sensazione di essere giudicati, l’ansia per le interazioni sociali, gli altri vissuti come sempre pronti a valutarci sono solo alcuni dei temi centrali in chi è affetto da questa patologia. Sym aiuta ad assumere una nuova prospettiva. Il mondo si divide in due, quello interiore fatto di pensieri, credenze ed emozioni e quello esterno pieno di persone che osservano e giudicano.

E’ utile sottolineare che se un certo grado di ansia è normale quando si incontrano sconosciuti o quando si è sottoposti al giudizio altrui, in persone con ansia sociale questa può arrivare a limitarne  la vita, costringendole ad evitare situazioni, eventi, occasioni per il timore di essere criticate.

Già il fatto che sia stato sviluppato questo titolo dovrebbe far riflettere su quanto sia diffusa l’ansia sociale, infondendo coraggio a coloro che credono di essere soli. E’ importante ricordare che Sym è un gioco e come tale ha come primo obiettivo quello di regalare divertimento e svago, non alleviare i sintomi. Ma dove è scritto che un gioco non possa aiutare a riflettere?

Per approfondire l’argomento clicca qui.

Dott. Duccio Baroni

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