“Noi siamo quello che mangiamo”: cibi che potrebbero ridurre l’ansia sociale

In una prospettiva olistica, in cui mente e corpo sono considerate non più come unità separate e distinte ma come parti reciprocamente interconnesse di un organismo complesso, risulta sempre più evidente l’influenza delle varie componenti nel mantenere l’equilibrio psicofisico.

Tutti abbiamo esperienza di come l’attività mentale (pensieri ed emozioni) si ripercuota sul fisico: basti pensare alla vitalità che sentiamo dopo aver appreso una bellissima notizia, alla carica che precede una gara in cui dobbiamo attuare una prestazione fisica, alle farfalle nello stomaco di quando siamo innamorati, al mal di pancia che accompagna l’ansia di un esame, fino ad arrivare a veri e propri quadri clinici di somatizzazione delle emozioni.

Così come è evidente il contrario, ossia l’influenza della salute del corpo sull’equilibrio psicologico (“Mens sana in corpore sano”, sostenevano saggiamente i latini). Anche in questo caso, sono ben noti i benefici di attività fisica, pratiche di rilassamento e alimentazione equilibrata sul benessere soggettivo: “Noi  siamo quello che mangiamo”, affermava il  filosofo tedesco Feuerbach.

Un recente studio pubblicato sulla rivista Psychiatry Research (Hilimire et al., 2015) sembra aver dimostrato che le persone che mangiano cibi fermentati manifestano meno ansia sociale. Ad un campione di 700 giovani adulti è stato chiesto di tenere un diario alimentare giornaliero in cui riportare i cibi consumati per la durata di un mese, insieme all’indicazione dell’esercizio fisico svolto; sono stati inoltre somministrati questionari per indagare aspetti di personalità e presenza di sintomi relativi ad ansia sociale. I risultati mostrano che le persone che consumano maggiori quantità di cibi fermentati esperiscono un più basso livello di ansia sociale. In particolare, i benefici sembrano aumentare per coloro che riportano un più alto livello di nevroticismo, un tratto di personalità associato ad instabilità emotiva. I risultati dimostrano inoltre che l’esercizio fisico sembra associarsi a minori punteggi nella sintomatologia fobico-sociale.

Matthew Himilire, uno degli autori dello studio, ipotizza che alla base della riduzione della sintomatologia ansiosa vi sia il ruolo determinante svolto dai probiotici, microrganismi presenti in abbondanza nei cibi fermentati: si tratta di colture batteriche che, colonizzando l’intestino, agiscono sulla flora intestinale, migliorandone le funzioni e agevolando la digestione e l’assorbimento di microelementi, con ripercussioni benefiche anche per la nostra mente.

Esempi di cibi contenenti probiotici, e quindi in grado di riequilibrare e potenziare la flora intestinale, sono latte, yogurt, formaggi fermentati, pane fatto con la pasta madre, miso (una pasta fermentata ottenuta da fagioli gialli), kifir (una bevanda simile allo yogurt) e crauti. Già precedenti trial clinici e studi condotti con modelli animali avevano dimostrato l’effetto ansiolitico dei probiotici, ma non era stata ancora trovata evidenza specifica in riferimento all’ansia sociale.

Come sostenuto dall’Autore, questa evidenza (che necessita comunque di ulteriori approfondimenti) potrebbe avere un risvolto interessante dal punto di vista pratico-applicativo, suggerendo la possibilità di affiancare ai tradizionali interventi indicati per trattare il disturbo d’ansia sociale (psicoterapia e farmacoterapia) anche indicazioni di tipo nutrizionale, suggerendo una specifica dieta che includa cibi fermentati e una buona dose di esercizio fisico.

Dott.ssa Martina Rosadoni

Fonti

Hilimire, M. R., DeVylder, J. E., & Forestell, C. A. (2015). Fermented foods, neuroticism, and social anxiety: An interaction model. Psychiatry Research, 228(2), 203-208.
DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.psychres.2015.04.023

http://www.spring.org.uk/2015/06/the-everyday-foods-which-reduce-social-anxiety.php

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