Isolamento sociale ed effetti sulla salute

L’isolamento sociale è spesso una condizione ben nota per chi sperimenta vissuti di intensa ansia legata alla sfera della socialità, vissuti che possono configurarsi in tipologie di disagio differenti a seconda del livello di intensità e pervasività riportato (timidezza patologica, disturbo d’ansia sociale, disturbo di personalità evitante, fenomeno dell’hikikomori). La descrizione del meccanismo in base al quale l’isolamento sociale si instaura e si radica nella vita di una persona, dominando sempre di più i suoi spazi e i suoi tempi, mette in evidenza la natura insidiosa e la doppia valenza di tale condizione, che in un primo momento appare come una salvifica via d’uscita per sottrarsi al profondo disagio sperimentato in presenza di altre persone, ma che successivamente imprigiona e soffoca la spinta vitale propria di ogni essere umano, tagliando la persona fuori dal proprio mondo. Le conseguenze più immediate ed evidenti che ne derivano riguardano senza dubbio la sfera psicologica e relazionale di chi vive in una condizione di ritiro sociale, che sperimenta vergogna, solitudine, incomprensione, distacco e una profonda frustrazione.

Recenti studi hanno tuttavia dimostrato come le conseguenze dell’isolamento non siano soltanto di natura psico-sociale, ma anche medico-organica. Sono stati messi in evidenza infatti i rischi che tale condizione comporta sulla salute fisica, dimostrando come essa incida sulla longevità, tanto da paragonarne gli effetti al consumo di sigarette e all’abuso di alcool. Gli autori dello studio, ricercatori della Brigham Young University, conducendo una revisione della letteratura su 148 studi, sono giunti alla conclusione che isolamento sociale e solitudine possono essere considerati predittori di rischio di mortalità, superando addirittura inattività fisica e obesità. Per contro, è stato dimostrato che le persone che mantengono relazioni sociali soddisfacenti hanno una possibilità di sopravvivenza di quasi il 50% maggiore rispetto a chi vive in condizione di solitudine e ritiro. Una possibile spiegazione della relazione tra isolamento e salute è stata fornita da altri ricercatori, presso l’università della Pennsylvania, che hanno individuato come fattore di mediazione il sonno. L’isolamento sociale infatti molto spesso può accompagnarsi ad alterazioni della quantità e della qualità del sonno, fino ad arrivare, nei casi più gravi spesso associati al fenomeno dell’hikikomori, a inversioni del giorno con la notte, con ripercussioni sul ritmo sonno-veglia. È stato dimostrato come la perdita di sonno comporti uno stress cellulare tale da attivare un meccanismo di difesa chiamato “Unfolded Protein Response” (UPR). Se attivato per brevi periodi, tale meccanismo di difesa aiuta a proteggere le cellule dallo stress, ma un’attivazione cronica può determinare infiammazione cellulare. Gli studi evidenziano tali rischi indipendentemente da quale sia la causa dell’isolamento. La ridotta socializzazione infatti non è una problematica circoscritta esclusivamente all’ansia sociale, ma può accompagnare anche altre condizioni, ad esempio l’invecchiamento e il conseguente progressivo abbandono delle attività di socializzazione. Da ricerche effettuate sugli animali, inoltre, emerge che gli effetti della deprivazione sociale sopra descritti non riguardano soltanto gli esseri umani, ma la maggior parte delle specie animali.

Semplificando, possiamo dunque affermare che la mancanza di sonno è correlata alla nociva attivazione prolungata del meccanismo UPR e che l’isolamento sociale induce la perdita di sonno: di conseguenza l’isolamento sociale può fungere da attivatore del meccanismo UPR, con evidenti ripercussioni sul sistema immunitario e sulla salute in generale.

In linea con queste recenti osservazioni, risulta evidente che gli interventi psicologici finalizzati al miglioramento della qualità delle relazioni sociali possano rappresentare la chiave per migliorare non solo la qualità della vita ma anche la longevità.

Dott.ssa Martina Rosadoni

Per saperne di più

Holt-Lunstad, J., Smith, & T. B., Layton, J. B. (2010). Social Relationships and Mortality Risk: A Meta-analytic Review. Plos Medicine, 7(7).

Brown, M. K., Strus, E., & Naidoo, N. (2017). Reduced Sleep During Social Isolation Leads to Cellular Stress and Induction of the Unfolded Protein Response. Sleep, 40(7).

http://www.stateofmind.it/2015/03/isolamento-sociale-solitudine/

http://www.stateofmind.it/2017/07/isolamento-sociale-rischio-malattia/

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