L’effetto spettatore – Bystander Effect

Nella vita ti sarà capitato di rimanere coinvolto in una situazione in cui una persona in modo implicito o esplicito chiedeva aiuto ma nessuno, compreso te, è intervenuto. Perché non hai prestato soccorso? Quali sono state le condizioni che ti hanno portato a non agire?

La ricerca a lungo si è occupata di questo aspetto. Oggi tale fenomeno sembra rappresentare appieno la società contemporanea, una società cieca e deresponsabilizzata di fronte a qualsiasi forma d’aiuto, di sofferenza. Spesso scegliamo di rimanere semplici osservatori passivi fino al punto, nei casi più drammatici, di riprendere la scena con il cellulare senza compiere alcuna azione nei confronti della vittima. Perché succede tutto questo? Siamo semplicemente persone indifferenti, vigliacche e incapaci di provare compassione, o tutto ciò può essere spiegato anche da meccanismi psicologici/sociali che inibiscono il comportamento d’aiuto? Premettiamo che sostenere che vi possano essere fattori in grado di spiegare l’omissione di soccorso non ne giustifica e non ne legittimizza il comportamento.

La ricerca afferma che questo fenomeno si verifica a seguito del fatto che ognuno di noi prima di intraprendere un’azione di soccorso effettua una valutazione della situazione:

–  valutazione della rilevanza della richiesta d’aiuto (inibitori: ambiguità-richiesta d’aiuto implicita)

–  valutazione sociale “cosa fanno gli altri” (inibitore: ignoranza pluralistica)

–  valutazione della propria responsabilità nell’intervento (inibitore: diffusione della responsabilità)

In psicologia sociale l’ignoranza pluralistica è quel processo che riguarda le persone quando sono parte di un gruppo. Ciascun membro ritiene che gli altri abbiano più informazioni su di un determinato evento e quindi, in situazioni ambigue, si tende ad osservare e a conformarsi al comportamento altrui. Questo determina, nella maggior parte dei casi, una probabile mancanza di azione. La diffusione della responsabilità invece è un fenomeno in cui un individuo tende a non assumersi la responsabilità di un’azione quando sono presenti altre persone. In un gruppo la responsabilità è diffusa e un’omissione di soccorso personale viene giustificata dalla potenziale possibilità d’azione da parte di un altro dello stesso gruppo. Il fenomeno inoltre si presenta soprattutto quando la responsabilità non è stata attribuita direttamente ad una singola persona, in situazioni ad esempio in cui la vittima non si rivolge ad una persona in particolare ma fa un appello generale o implicito.

Darley e Latanè nel 1968 condussero il primo esperimento sul “Bystander effect”. Il loro interesse nacque a seguito di un fatto di cronaca che vide come protagonista Kitty Genovese e il suo cruento assassinio avvenuto nella notte del 13 marzo 1964. Winston Moseley la pugnalò alle spalle ma nessuno chiamò aiuto né andò in suo soccorso. Questo caso di cronaca nera suscitò scalpore nell’opinione pubblica per un risvolto particolarmente inquietante: 38 persone assistettero all’aggressione, ma nessuno intervenne.

Il seguente video permette di comprendere meglio l’effetto spettatore, di osservare quali sono le condizioni che ci portano a non agire ai fini di accrescere la consapevolezza circa la nostra responsabilità e capire l’importanza di combattere il “Bystander effect” per far sì che il nostro intervento, seppur piccolo, possa essere d’aiuto.

L’esperimento è stato ambientato in un ristorante in cui sono state riprese delle persone mentre assistevano ad una richiesta di aiuto da parte di un attore sperimentale. Il video mostra come la probabilità di soccorso sia minore quando sono presenti più persone mentre aumenta quando ci sono poche o una sola persona. In particolare si può osservare come il tempo di latenza che passa dalla registrazione della richiesta d’aiuto all’azione varia in base al numero di persone presenti. L’ignoranza pluralistica e la diffusione della responsabilità sono due meccanismi che si attivano e spiegano l’effetto spettatore: hanno un ruolo determinante nell’inibire il comportamento di soccorso. Perciò risulta estremamente importante conoscere questo fenomeno per poterlo combattere e per poter agire con maggior libertà ma responsabilmente. Forse se tutti fossimo più attori piuttosto che semplici osservatori passivi l’ignoranza pluralistica in questo caso diventerebbe un meccanismo in grado di incrementare l’intervento di soccorso collettivo.

Ora che ne sai di più tocca a te, il tuo sé compassionevole non ha più scuse!

Dott. ssa Camilla Puccetti

Riferimenti:

Darley, J.M. & Latané, B. (1968). Bystander intervention in emergencies: diffusion of responsibility. Journal of Personality and Social Psychology, 8(4), 377-383

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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