Trattamento Cognitivo-Comportamentale di Gruppo

Il contesto gruppale risulta essere una delle modalità d’elezione per la somministrazione della terapia per il disturbo di ansia sociale. La presenza del gruppo facilita l’attivarsi dei processi terapeutici, velocizzando la risoluzione del disturbo. Lo scopo ultimo del percorso è quello di rendere ciascun partecipante terapeuta di se stesso, in grado cioè di esporsi alle situazioni temute nel presente e allo stesso tempo acquisire strumenti efficaci per la gestione di quelle future.

La struttura

La terapia di gruppo prevede tipicamente la presenza di almeno due co-terapeuti e 6-8 partecipanti. Il ridotto numero di persone permette da un lato di sfruttare il gruppo a fini terapeutici e dall’altro di fornire la necessaria attenzione ai singoli. Una delle caratteristiche di questa forma di terapia è l’alto tasso di formalizzazione del percorso. Il trattamento si configura come un numero prefissato di incontri (16-20 ) che coinvolgono un gruppo terapeutico di tipo chiuso. Una volta formato infatti i partecipanti restano gli stessi e non sono permesse aggiunte durante il corso della terapia. Questo garantisce stabilità e affiatamento, evitando perturbazioni derivanti dall’introduzione di nuovi soggetti. Il trattamento si struttura in tre fasi strettamente connesse:

  1. Psico-educazione

Questa fase è orientata a spiegare cosa sia l’ansia sociale e a fornire il modello attraverso cui si mantiene. Ai partecipanti vengono illustrati i fattori che hanno originato e mantengono il disturbo, il trattamento ed il suo razionale, il ruolo dell’ansia e dell’immagine di sé nella vita quotidiana.

  1. Fase cognitiva

Il lavoro su ciò che si pensa e su quali sono le assunzioni che guidano il comportamento gioca un ruolo fondamentale nel percorso di gruppo. In questa fase vengono affrontati i pensieri e le immagini evocati dall’ evento sociale. Modificare il modo in cui i partecipanti concettualizzano la situazione temuta è di fondamentale importanza per ridurre le reazioni ansiose che accompagnano il vissuto cognitivo. Non a caso il lavoro sui pensieri e le credenze prosegue parallelamente al percorso comportamentale, facendo in modo che i due aspetti si sostengano a vicenda. La ristrutturazione cognitiva permette di ridurre l’ansia provata non solo durante la situazione, ma anche quella scaturita dall’attesa dell’evento temuto. All’interno del gruppo terapeutico i processi di ristrutturazione sono facilitati dalla presenza degli altri componenti che sostengono e offrono nuove prospettive di concettualizzazione. Inoltre, è in questa fase che ciascun partecipante si costruisce il proprio modello di disturbo con le caratteristiche uniche che lo contraddistinguono. Verranno così individuate le situazioni più temute, i comportamenti di evitamento e quelli protettivi, nonché le risorse su cui ciascun partecipante può fare affidamento.

  1. Fase comportamentale

Questa fase consiste in esercizi sulle abilità sociali e in momenti di esposizione, che consentono di interrompere i circoli viziosi che mantengono il disturbo. Il lavoro comportamentale permette sia di aumentare le capacità di gestione delle relazioni, sia di mettere in discussione tutte le credenze prestazionali che sostengono la risposta ansiosa. Le esposizioni nel gruppo offrono la possibilità di esercitarsi in un contesto protetto e calibrato sulle necessità degli individui. Parte integrante di questa fase sono anche le esposizioni durante la vita quotidiana dei partecipanti. Esse vengono concordate con la persona e permettono di trasferire al di fuori del contesto di gruppo le abilità apprese negli incontri. Guidati dal modello elaborato nella fase precedente, sono affrontati i comportamenti protettivi e di evitamento che sostengono la rappresentazione della situazione sociale. Infine, parallelamente alle esposizioni, vengono migliorate le strategie di gestione dell’ansia con lo scopo di aumentare la percezione di efficacia emotiva della persona.

La terapia di gruppo combina una varietà di tecniche che si giovano del contesto sociale in cui vengono utilizzate. Risulta evidente come ogni fase sia intimamente connessa alle altre e che una divisione così netta tra di esse sia da considerarsi indicativa.

Per maggiori informazioni visita la pagina dei nostri servizi “Combattiamo l’ansia sociale”.

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