Sing: canta che ti passa … l’ansia sociale!

Genere animazione, commedia, musicale. Anno 2016. Diretto da Garth Jennings. Durata 110 minuti. Distribuito da Universal Pictures.

Sing è un cartone animato che narra di performance, talent show, ma anche di superamento dei propri limiti e motivazione. In una città di animali antropomorfi  il koala Buster Moon, per salvare il suo teatro dal fallimento, indice una gara di talenti canori per racimolare quanto necessita per salvare il suo stabile. All’appello rispondono vari personaggi, con alle spalle la loro vita privata, che per un motivo o per l’altro desiderano dare il meglio di sé nella competizione canora.

Esibirsi su un palco, cantare, ballare sotto tutti comportamenti che per coloro che soffrono di ansia sociale e/o di performance risultano terrifici. Nel film qui proposto anche l’elefantina Meena sembra subire la “paura da palcoscenico”: infatti, quando canta per se stessa o per pochi intimi è perfettamente a suo agio, sicura di sé e concentrata sul canto, quando si trova davanti ad un pubblico, la paura la paralizza, trema, si agita in preda all’ansia. Ciò che succede a Meena, e correttamente rappresentato nei brevi spezzoni di questo cartone animato, è ciò che viene definita ansia da performance, ossia il timore di essere giudicati negativamente durante una prestazione che avviene in pubblico. Già nell’ultima edizione del DSM-5, (il manuale diagnostico e statico dei disturbi mentali), viene introdotta nel disturbo di ansia sociale, una specifica, che distingue un sottotipo di disturbo d’ansia sociale “legato solo alla performance”. Le persone che soffrono di questa sottocategoria riscontrano maggiormente problemi in situazioni in cui è richiesta una prestazione di fronte ad altre persone. Gli individui con disturbo d’ansia sociale legato solo alla performance hanno timori relativi alla prestazione, che sono tipicamente compromettenti soprattutto nella loro vita professionale (per es., musicisti, ballerini, intrattenitori, atleti) oppure in ruoli che richiedono di parlare in pubblico regolarmente. Le paure di prestazione possono manifestarsi anche in contesti lavorativi, scolastici o accademici in cui sono richieste regolarmente attività in pubblico.  Meena, la nostra elefantina, sembra soffrire di questo sottotipo di disturbo, in quanto durante le altre interazioni sociali non sembra presentare particolari difficoltà.

Nel film è il koala ad aiutarla nel superare il suo terrore, (1) porgendole la mano, (2) consigliandole di respirare a fondo, (3) di concentrarsi solo sul canto e (4) di esporsi. Nella realtà superare queste difficoltà non è così facile, ma i suggerimenti che il cartone ci propone non sono male e possiamo fare dei, seppur riduttivi, parallelismi: nella terapia cognitivo comportamentale, approccio d’elezione per i disturbi d’ansia sociale e i suoi sottotipi, (1) il supporto del terapeuta (che è uno degli aspetti con cui si costruisce l’alleanza terapeutica) è fondamentale per riprendere la fiducia utile ad esporsi alla situazione temuta. Anche (2) gli esercizi di rilassamento o mindfulness based sono parte integrante della terapia e hanno lo scopo di permettere al paziente di tollerare l’ansia che emerge dal timore del giudizio degli altri. Inoltre, (3) il lavoro cognitivo allena e aiuta il paziente a spostare l’attenzione dalle proprie sensazioni fisiche, che mantengono il circolo del disturbo, verso ciò che sta facendo. Infine, (4) l’esposizione è l’ultimo passo affinché il timore del giudizio dell’altro possa essere accettato e quindi superato.

In questo caso abbiamo sintetizzato il percorso terapeutico prendendo spunto dal film, ma bisogna considerare che il lavoro è molto più complesso e va costruito insieme alla persona, in modo attivo e collaborativo  come l’approccio cognitivo comportamentale suggerisce.

https://www.youtube.com/watch?v=rdX7hjV9Vjk

Buona visione!

Dott.ssa Laura Caccico

Staff CEDAS

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